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DIVISIONE, PROPAGGINE, MARGOTTA, TALEA : SEPARANDO SI MOLTIPLICA

Per avere nuovi individui identici a quello di partenza ci si può affidare a sistemi come la margotta, la propaggine, la divisione. Ciascuna modalità dà risultati migliori in alcune specie piuttosto che in altre. Vediamo come procedere caso per caso.

LA DIVISIONE. E'un metodo che si può applicare alle specie cespitose,rizomatose, bulbose, tuberose. In sostanza si tratta di staccare dalla pianta madre, rimasta indisturbata per anni nel terreno , i germogli che, trapiantati subito, daranno origine a un nuovo individuo. Le piante cespitose, e tali sono le specie perenni, vanno tolte dal terreno con tutto il loro apparato radicale che poi va ripulito dal terriccio; con le mani si divide il cespo in 3-4 parti in modo che ciascuna conservi delle radici; si procede poi ad una leggera potatura eliminando le parti aeree dissecate o deboli, infine si ripiantanosubito a dimora. Le bulbose si propagano staccando dal bulbo centrale ormai esaurito i bulbetti che vanno subito interrati. I tuberi e i rizomi invece si dividono recidendo con un coltellino affilato i segmenti periferici; il nucleo centrale si può eliminare.

PROPAGGINE. Questo metodo sfrutta le capacità di molte piante di emettere radici da un ramo spezzato o anche solo scalfito quando la parte lesa viene a contatto con il terreno. I rami più adatti per effettuare le propaggini sono quelli giovani, prodotti nell'anno, che non hanno ancora fiorito. Il periodo migliore varia secondo le specie: autunno per quelle a foglia caduca, primavera-autunno per le sempreverdi. E' però necessario che i rami siano flessibili perché vanno piegati verso il suolo e interrati, dopo aver tolto le foglie e inciso la corteccia per un breve tratto. Per rampicanti ( glicine, clematide, gelsomino, ecc....) non c'è alcun problema; per gli arbusti (rododendro, azalea, forsizia ecc...) occorre fare più attenzione perché il ramo non si deve lesionare durante la flessione; le erbacee perenni, come i garofani, sono molto flessibili e l' incisione va effettuata, in estate, con l' unghia propio per non recidere il tenero rametto. I tempi di radicamento variano di molto: da pochi mesi per le erbacee, anche due anni per taluni arbusti. Quando la parte apicale del rametto sarà diventata indipendente ( le gemme apicali presentano nuove foglioline ) la si stacca e la si trapianta.

MARGOTTA. Quando le ramificazioni non possono essere piegate, perché si rischia la rottura, se effettua la margotta che in realtà è una propaggine aerea. Scelto un ramo giovane, si eliminano alcune foglie situate a metà del ramo stesso e, dopo averlo inciso per circa la metà, si avvolge il taglio con sfagno bagnato, ( può essere utilizzato anche torba mista a sabbia ) si ricopre con del polietilene nero che va chiuso, sotto e sopra con del nastro isolante. ( si possono utilizzare anche bottiglie di plastica tagliandole a metà e chiudendole sotto, va controllato ogni tanto l'umidità del terriccio) Dopo circa tre mesi le radici si saranno sviluppate a sufficienza da poter separare le giovane piantina dalla pianta madre. TALEA." fare una talea" è una operazione facile; prelevate dei rametti dalla pianta da moltiplicare e inseriteli in un terriccio composto in parti uguali da sabbia e torba. La talea può essere semilegnosa o erbacea. Le piante che si prestano molto bene a tale operazione ricordo: tutte le aromatiche, gerani, lantane, fucsie, crisantemi ecc..



 
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